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Itinerario/Diario |
| dom 13 | Levataccia alle 3 e partenza per Milano Malpensa, dove all'arrivo già facciamo la prima cazzata, ma ce ne renderemo conto solo al ritorno. Dalle 0615 alle 0830 circa volo Milano-Amsterdam. Usciamo e andiamo a fare un giro in centro, purtroppo è domenica mattina è c'è poco movimento, ma comunque qualche birretta ci sta giusta giusta. Alle 1340 volo per Maiami (ca. 10 ore), arriviamo che sono le 1745 locali e dopo circa un'ora e mezza si riparte per il San José (capitale del Costa Rica) dove arriviamo alle 2045 locali circa. Per prima cosa il Mike si fuma una paglia, poi prendiamo un taxi e ci facciamo portare in hotel: anche qui lo stile di guida è particolare, ma ci fidiamo del taxista, ci porta in un'hotel che non è il nostro (forse prende una percentuale sui clienti che gli porta), ma niente da fare, noi abbiamo riservato da un'altra parte. Preso hotel, doccia e via subito a fare un giretto in centro, birrette e poi finalmente a dormire (siamo in giro da ca. 30 ore). |
| lun 14 | Sveglia prestissimo verso le 0630 (boh?!?), colazione all'hotel con riso, fagioli, uova, ecc. Verso le 9 partiamo per fare il primo giro in centro, ma subito ci rendiamo conto che la città offre poco o niente, oltre a non essere nemmeno molto bella. Il traffico fa paura, inquinamento pure. Già a metà pomeriggio siamo stufi, ma poi scopriamo che c'è uno zoo, quindi andiamo a vedere i primi animali locali, non male direi. Dopodichè ci sta un bell'aperitivo e verso le 18 ritorniamo in hotel per fare una doccia e dopo un riposino andare a cena... peccato che da quel riposino non si è svegliato nessuno. Va bè forse una bella dormita ci stava bene. |
| mar 15 | Sveglia megapresto, oggi vengono a consegnarci il jeep in hotel… si vai trà, peccato che abbiamo sbagliato giorno, infatti la consegna era prevista per domani. Allora carichiamo tutto su un taxi che ci porta alla Dollar Rent a Car dove ci hanno dato il Suzuki Grand Vitara con un giorno di anticipo (chiaramente modello vecchio, non quello nuovo come da contratto, vabbé...). Verso le 1030 partiamo, destinazione Cahuita sulla costa orientale (Caraibi). Tra il centro e la costa caraibica bisogna superare la Cordillera Central attraversando il parco nazionale Braulio Carrillo (2047 msm), dove abbiamo avuto il primo contatto con la pioggio torrenziale di queste parti. Dopo la discesa attraversiamo una marea di bananeti, abbiamo scoperto che da qui vengono le Chiquita, Del Monte e Dole. Superato Puerto Limón (che schifo di posto) continuiamo per Cahuita, incrociando una gran quantità di granchi terrestri che ci attraversano la strada. Arrivo verso le 17 dove prendiamo una stanza all'Hotel National Park, birrette, doccia. Fa un caldo da paura, umido, pesante... usciamo a cena, ma anche qui c'è poco da fare, alle 21 siamo già di ritorno. |
| mer 16 | Sveglia verso le 7 e partenza a piedi per il parco nazionale che costeggia il mare per alcuni km, quindi ci aspetta una bella scarpinata. Incontriamo qualche granchio, le scimmie urlatrici (nere) che urlano dagli alberi, cebi cappuccini (simpatiche scimmiette tipo Signor Nilsson di Pippi Calzelunghe) qualche farfalla morpho (quelle grandi blu). Dopo 7 km di marcia al calco cocente finalmente raggiungiamo un'oasi gestita da un toscanaccio (gran bestemmiatore) che, mentre ci beviamo 18 birre e mangiamo il piatto del giorno (tra l'altro spettacolare, pollo/riso/fagioli/...), ci racconta come è arrivato in Costa Rica e come ha deciso di stabilirsi definitivamente. Che elemento. Fortunatamente c'è un bus che ci riporta a Cahuita e nel pomeriggio ci facciamo il primo bagno in mare. L'acqua è pulita, ma la sabbia è nera, sembra sporca di petrolio o chissà che altro, ma è troppo caldo e un po' di acqua non può far che bene. Il cielo si è coperto, fa un gran caldo, ma minaccia acqua. Ritornaimo in hotel, doccia e usciamo per cena, un'altra volta alle 21 siamo già di ritorno (nel frattemo ha piovuto copiosamente). |
| gio 17 | Alla mattina presto ritorno verso il centro Costa Rica attraversando nuovamente la Cordillera Central e proseguito fino a Heredia dove abbiamo preso un hotel e depositato i bagagli. Perchè Heredia ? Perchè vicino c'è un vulcano da andar a visitare. Subito dopo pranzo partiamo per andare a vedere il Volcán Poás (2704 msm) e relativo parco nazionale. La strada è ben asfaltata, ma tutta curve e ci vuole qualche ora raggiungere il parcheggio del parco. Arriviamo appena in tempo per vedere il cratere del vulcano, poi ci ritroviamo in mezzo alle nuvole, ma non ci arrendiamo. A piedi raggiungiamo in mezzoretta un punto da dove si dovrebbero vedere dei laghetti formatici all'interno di crateri estinti, ma le nuvole non ci permettono di veder niente. Ritorniamo con calma al parcheggio dove troviamo il guardiano del parco incazzato nero, perchè il parcheggio aveva un orario di chiusura (e chi lo sapeva...). Ritorno a Heredia con non poche difficoltà a causa del buio, del tempo e della rincoglionitaggine. Verso le 19 riusciamo a cenare nel ristorante dell'hotel, poi si va a dormire. |
| ven 18 | Al risveglio troviamo la sorspresa, hanno tentato di fregarci la jeep, senza esito. Non esiste più la serratura del portellone posteriore, ma non ci hanno preso niente, anche perchè non c'era niente da prendere, nemmeno l'autoradio hanno toccato, boh, strano fatto. Vabbé chissenefrega, noi continuiamo, prossima tappa La Fortuna alle falde del vulcano Arenal. Verso le 11 arriviamo a La Fortuna dovre posteggiamo la jeep all'interno di un'hotel. Tutti scendiamo, chi guidava lascia la chiave dentro la jeep (Mike) e qualcuno (io) si mette a giocherellare con il cavetto che fuoriesce dal buco della serratura del portellone dietro, risultato: le porte si chiudono e la chiave resta dentro. Ma porc... putt... cazz... merd... dopo vari tentativi rinunciamo e chiediamo aiuto alla "sciura" dell'hotel, nel frattempo andiamo a ber qualcosa. Dopo un'oretta torniamo e troviamo l'auto aperta, costo dell'operazione: 20 dollari (come e chi ha aperto non è ancora ben chiaro). Vabbé sistemiamo i bagagli in camera e andiamo a fare un giro della piccola cittadina, tipicamente turistica a misura di americano. Nel frattempo si è coperto il cielo e il vulcano non si vedrà più, praticamente è rimasto visibile qualche ora la mattina e basta, ma a causa della jeep niente foto. Doccia, cena e a dormire. |
| sab 19 | Sveglia presto, colazione in un bar del posto e partenza per il parco nazionale Arenal. Si parcheggia e si inizia a camminare fin sotto il vulcano Arenal, dove ci sono moltissimi resti della famosa (?) colata lavica del 1992, praticamente il terreno è tutto ricoperto di lava a blocchi, tipo grossi sassi. Si continua fino ad un fiume dopo il quale si entra in un parco privato di un hotel-lodge, da dove però dobbiamo ritornare in dietro. Lasciamo il parco e ci dirigiamo in auto verso El Castillo, dove c'è un ranario/serpentario dove abbiamo visto diversi serpenti, rane, ragni, farfalle e siamo stati accompagnati da "el Diablo", una specie di procione domestico. Il tutto era spiegato da una guida locale, un giovane che pare si sia scazzato quando ci siamo soffermati per fotografare le farfalle. Ritorno a La Fortuna in hotel dove abbiamo mangiato, riposato, di nuovo mangiato e andati a dormire verso mezzanotte (record finora). Durante la giornata ha piovuto abbondantemente a più riprese. |
| dom 20 | In mattinata visita all'ecocentro Denaus (appena fuori La Fortuna), dove abbiamo visto finalmente diversi animali tra cui il colibrì, pipistrelli, diversi tipi di piccole rane arancioni/blu, coccodrillo d'acqua dolce, vari pennuti, farfalle e il primo bradipo in cima ad un albero (non è stato facile da individuare, ci ha aiutati il custode del centro). Poi in macchina siamo andati a vedere le cascate di La Fortuna, bisogna camminare giù per una scalinata molto ripida, si può fare il bagno, ma niente più, a parte la megasudata al ritorno sulla scalinata. Ritornati in cima abbiamo visto il primo e unico tucano in libertà, anche se era mezzo nascosto dietro il ramo di un albero. Verso mezzogiorno abbiamo ritirato di bagagli dall'hotel e proseguito attorno al lago Arenal fino a Tilarán per poi proseguire verso Santa Elena e Monteverde. La strada non era male, a parte gli ultimi 40/50 km di sterrato dissestato, siamo arrivati a S.Elena verso le 1730 e abbiamo preso l'hotel più scarso di tutta la zona, La Colina, brutto, freddo, sporco (nei letti c'era di tutto, fortunatamente io avevo il mini sacco a pelo con me). Abbiamo fatto un po' di spesa con roba da mangiare e da bere e poi a letto verso le 21. Che nottata di merda. |
| lun 21 | Sveglia prestissimo, colazione (solo caffé) dal minchione dell'hotel, nella sala dove si mangia girano liberamente pappagalli e galline, no comment. Poi siamo andati a visitare la riserva biologica di Monteverde sperando di trovare qualche animale, ma niente da fare. Alla fine della visita al parco ha iniziato a diluviare di brutto, quindi siamo andati via da questo posto desolato ancora per un sacco di km di sterrato sotto l'acqua, finalmente arriviamo sull'asfalto e per poco non ci scappa l'incidente (Mauro ha guidato oggi e dice che la sua quota di fortuna l'ha esaurita, quindi non guiderà più). Prossima tappa Liberia nel Guanacaste dove subito prendiamo un hotel (El Punto, non fidatevi dei prezzi della Lonley Planet, in realtà costa molto di più), cmq camera bella, due piani, piccola cucina e soprattutto pulita (dopo la scorsa notte...). Nel frattempo è uscito il sole, andiamo a fare un giro a Liberia, cittadella movimentata, ci fermiamo a bere qualcosa in un baretto affacciato sulla piazza principale, dove restiamo per diverse ore per birre e spuntini vari. Dopodichè si è fatta notte, torniamo in hotel, doccia e a dormire. |
| mar 22 | Altra sveglia prestissimo, colazione all'hotel e partenza per il paco nazionale Rincón de la Vieja. Parcheggiamo come d'abitudine, paghiamo l'entrata come d'abitudine e ci avviamo in un sentiero, pioviggina. Animali anche qui invisibili, però qui si possono vedere dei ficus con le radici enormi, diverse pozze di acqua bollente gorgogliante, fumarole vulcaniche, praticamente il vulcano Rincón de la Vieja è bello attivo e lo fa vedere. Verso la fine del giro il cielo si apre e si presente il sole, era da un po' che non si vedeva. Ritorniamo a Liberia, pranzo in centro con vista sulla piazza dall'alto, e finalmente si parte con destinazione mare. Non molto dopo arriviamo a Playa del Coco, prendiamo un hotel (Iguana Inn, dove Inn sta lì perchè fa fico e non per altro), costume e via subito in spiaggia. Anche qui sabbia nera, ma il mare non è male, un bel bagno non può che far bene. Poi ci si presenta per la prima volta il tramonto sull'oceano Pacifico, fico... il cielo si è coperto di nuvole strane sopra di noi, ma la davanti la luce del sole ci raggiungeva indisturbata, belle foto. Alla sera siamo andati in un baretto del posto, mangiato gamberoni (pochi pochi), bevuto birra, nel frattempo ha diluviato e poi a letto non troppo presto. |
| mer 23 | Al risveglio il tempo è bello, partiamo subito per la prossima spiaggia non molto distante, Playa Tamarindo (famosa, dovrebbe esserci movimento). Prendiamo un hotel non male e via subito in spiaggia. Bello il Pacifico per fare il bagno e il sole picchia di brutto (io mi sono megaustionato sulle spalle). Mangiamo qualcosa in un baretto e beviamo un po' di birra, ma poi arriva la solita acqua del pomeriggio, ma stavolta non smetterà per diversi giorni. Anche stasera a letto presto. |
| gio 24 | Al risveglio piove ancora, sembra autunno, io ho delle fiacche pazzesce sulle spalle e non mi muovo per tutto il giorno. Mike e Mauro vanno a fare un giro e a comprare un po' di roba da mangiare/bere da tenere sottomano. Praticamente una giornata buttata via. No comment. |
| ven 25 | Scappiamo presto attraversando Santa Cruz e Nicoya per raggiungere Sámara, altro posto di mare. Il tempo sembra stia tenendo botta, prendiamo l'hotel (Giada), via in spiaggia a fare un bagno, bello il tempo, belle onde. Mangiamo qualcosa in un ristorantino e poi via ancora un po' di mare finchè fa bello. La sera cena e poi finalmente un po' di gente (solo americani) in un bar con musica live e birra, almeno c'è un po' di festa. |
| sab 26 | Colazione, il tempo tiene botta, non è bellissimo, ma si può fare ancora un bagnetto al mare, dopodiché pranzetto a La Brasa. Comandiamo i calamari, ma si presenta un piatto pietoso, quindi ripieghiamo sul nostro hotel dove mangiamo una buonissima pizza. Nel tardo pomeriggio faccio un giro in spiaggia a fare qualche foto di tramonto, ma niente di speciale, gli altri boh... forse dormivano, non mi ricordo. Alla sera non abbiamo fame, di festa in giro non ce n'è più, quindi a letto presto. |
| dom 27 | Sveglia presto (tanto per cambiare), colazione e partenza per Jacó (occhio alla pronuncia, si potrebbero arrabbiare). Per non fare un giro lungo abbiamo preso una stradina, ma purtroppo c'era da guadare un fiume un tantino troppo profondo per il nostro cesso di Suzuki, quindi siamo tornati indietro fino a Nicoya e poi scesi filamente a Playa Naranjo per prendere il traghetto delle 1230 per Puntarenas, appena scesi dal traghetto siamo andati a mangiare in uno squallido ristorante di porto, però il pesciazzo fritto che abbiamo preso meritava un applauso, ottimo ! Da lì proseguito in auto fino a Jacó, dove siamo arrivati verso le 16, preso un bell'hotel, bagno in piscina (il cielo è sempre coperto), doccia, riposino e fuori a cena. Anche qui non c'è molto da fare la sera, quindi a dormire presto. |
| lun 28 | In auto ci dirigiamo a sud attraverso Parrita e fino a Quepos per visitare il parco nazionale Manuel Antonio, ma solo qui scopriamo che al lunedì è chiuso (maledetti !!). Restiamo qui in zona finchè non piove, giretto per negozi e mercatini e un po' di spiaggia. Non piove, ma è coperto, vabbé rientriamo a Jacó giusto in tempo per fare una doccia e uscire a cena e poi a nanna. |
| mar 29 | Chi l'ha dura vince: torniamo a Quepos e visitiamo questo parco nazionale Manuel Antonio. Lungo il sentiero è pieno di granchi rossi che si rintanano al passare dei turisti, incontriamo una colonia di cebi cappuccini che giocano e si avvicinano molto in cerca di cibo, simpatiche queste scimmiette. Poi riusciamo anche ad avvistare un bradipo in cima ad un albero, ma è molto lontano. Dopo la bella scarpinata andiamo a mangiare, e troviamo un altro bel pesciazzo fritto, molto buono e qui parte un commento indirizzato alla cucina americana: guardate come si mangia, merdoni ! Poi con la panza bella piena ritorniamo in hotel, bagnetto in piscina (qui la spiaggia fa un po' cagare e anche il mare non è molto attraente). Vado a farmi un giro in spiaggia per fare qualche foto al tramonto, ma anche oggi niente di speciale. Doccia e cena in un ristorante, dove un dottore con camice bianco, stetoscopio, ecc. offriva prestazioni ai clienti, tipo misurazione di pressione, roba da matti. Mangiato bruschette e pizza niente male, il tutto bagnato dalla solita Imperial e poi a dormire. |
| mer 30 | Partenza presto per rientrare a San José, preso camera in hotem Rincon del San José per l'ultima notte. Riconsegnato jeep (2131 km, costo 1054.- $ USA). Pranzetto leggero, visita al museo nazionale che abbiamo trovato un po' scarsino, fatto gli ultimi acquisti di souvenir e regalini in un mercatino, oltre che caffé locale da portare a casa. Cena e a letto. |
| gio 31 | Andiamo all'aeroporto in taxi, giunti al check-in la notizia del giorno: ritardo di 8-9 ore per il nostro volo a destinazione di Amsterdam e da lì tutta la rottura di palle, siamo andati in taxi in un centro commerciale di una cittadina vicina. Per fortuna abbiamo comprato delle carte, così abbiamo fatto passare un po' il tempo. Poi siamo tornati in aeroporto per fare gli ultimi acquisti e finalmente si parte. Arriviamo a Miami dove si deve ancora aspettare, ma poi ce la facciamo a partire anche da qui, senza problemi di visti o altro. |
| ven 1 | Giunti ad Amsterdam dobbiamo fare un po' in fretta per prendere la coincidenza per Milano-Malpensa, noi ce la facciamo, ma a quanto pare i bagagli non hanno fatto in tempo a salire sul nostro aereo, infatti giunti a Milano le nostre borse (e solo le nostre del volo KLM) non ci sono. Vaaaa beeeene, facciamo le pratiche del caso e ci promettono che ci verranno consegnate a domicilio sabato o domenica (domenica sono arrivati veramente a consegnare, ottimo servizio). Ma non è ancora finita, andiamo a riprendere l'auto e ci troviamo la sorpresa: abbiamo sbagliato parcheggio: invece di quello a lunga permanenza (P2 del Terminal 1) abbiamo lasciato l'auto a quello per brevi soste (P1 al Terminal 1), risultato: 480.- € di parcheggio da pagare. Ci mancava la ciliegina sulla torta no ? |